CHE COS’ È LA CHIRURGIA BARIATRICA

La chirurgia bariatrica consiste in vari interventi chirurgici utilizzati nel trattamento dell’obesità grave, indicati quando dieta, attività fisica e terapie conservative non risultano sufficienti o non producono risultati duraturi.
Gli interventi agiscono modificando lo stomaco e, in alcuni casi, l’intestino, con l’obiettivo di favorire una perdita di peso significativa e migliorare le condizioni di salute associate all’obesità.
L’intervento oggi più utilizzato è la sleeve gastrectomy, che comporta la riduzione dello stomaco, oppure il bypass gastrico. In alcuni casi le tecniche possono essere combinate.
La chirurgia bariatrica è indicata in presenza di obesità grave e/o patologie correlate (come diabete di tipo 2, ipertensione, apnea notturna, dislipidemie). È soprattutto in virtù di queste che viene effettuato l’intervento, non per ragioni estetiche quindi ma di salute. L’effetto maggiore lo ha sul miglioramento delle patologie associate. Nonostante ciò, non rappresenta una soluzione “magica”: richiede un impegno costante e un follow-up multidisciplinare, nel quale il lavoro psicologico, accanto a quello nutrizionale, ha un ruolo centrale.

LA MIA ESPERIENZA IN AMBITO BARIATRICO
Ho lavorato presso l’Ospedale di Padova, che rappresenta un centro di eccellenza nel trattamento dell’obesità, all’interno dell’équipe bariatrica multidisciplinare, occupandomi di valutazioni psicologiche pre-intervento, supporto post-intervento e follow-up clinico, utilizzando anche un’ampia testistica di settore.
L’attività clinica si è svolta secondo il PDTA – Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale per il trattamento integrato dell’obesità della Regione Veneto, un modello strutturato che integra competenze mediche, chirurgiche, nutrizionali e psicologiche.
Il lavoro in équipe ha permesso un inquadramento globale del paziente, in cui la valutazione psicologica non è un atto isolato, ma parte di un percorso condiviso, orientato alla stabilità dei risultati nel tempo.
In quegli anni stava nascendo l’associazione di pazienti Giro di Boa; abbiamo così collaborato soprattutto con attività di informazione e sensibilizzazione su tutto il territorio veneto, oltre ad un lavoro clinico con pazienti provenienti dall’associazione che cercavano un proseguimento del lavoro psicologico. Questa esperienza ha permesso di entrare maggiormente con contatto con il vissuto dei pazienti al di fuori del contesto ospedaliero.

LA VALUTAZIONE PSICOLOGICA IN AMBITO BARIATRICO
La valutazione psicologica è una parte necessaria e prevista nei percorsi di chirurgia bariatrica. Non si tratta di “dare un giudizio” sulla persona né di decidere se l’intervento si debba fare o meno: la decisione finale sull’intervento spetta sempre al chirurgo.
Il ruolo dello psicologo è invece quello di valutare l’idoneità psicologica, cioè verificare che siano presenti le condizioni emotive, cognitive e comportamentali che permettono di affrontare l’intervento e il percorso successivo in modo adeguato; serve, pertanto, anche a individuare la presenza di eventuali condizioni psicopatologiche che possono rendere l’intervento inefficace o rischioso se non adeguatamente trattate prima.
La valutazione psicologica ha, inoltre,lo scopo di esplorare il funzionamento emotivo e relazionale della persona, il rapporto con il cibo e con il corpo, le aspettative rispetto all’intervento e la capacità di affrontare i cambiamenti richiesti nel tempo.
L’attenzione non è rivolta solo al peso, ma al significato psicologico dell’obesità, alle modalità di regolazione emotiva, alle eventuali fragilità e alle risorse presenti.
Quando emergono elementi di rischio, la valutazione permette di intervenire in modo preventivo, evitando ricadute o vissuti di fallimento dopo l’intervento.
OBIETTIVI DEL PERCORSO DI VALUTAZIONE PSICOLOGICA
- esplorare le motivazioni all’intervento
- comprendere il rapporto con il corpo e l’immagine di sé
- esplorare il rapporto con il cibo e i comportamenti alimentari
- valutare risorse, fragilità e aspettative rispetto all’intervento e ai cambiamenti che ne possono derivare
- rilevare disturbi del comportamento alimentare attivi (ad esempio binge eating, bulimia)
- rilevare disturbi psicopatologici gravi o non stabilizzati
- rilevare condizioni psicologiche che possono compromettere l’aderenza al follow-up e alle indicazioni post-intervento
Il lavoro psicologico diventa così uno spazio in cui la persona può fermarsi, pensare, dare senso a ciò che sta facendo, invece di affidare tutto il cambiamento esclusivamente all’atto chirurgico.
In alcuni casi, la valutazione può portare a un rinvio dell’intervento, non come esclusione definitiva, ma come indicazione a intraprendere prima un percorso di trattamento psicologico mirato.
COME SI SVOLGE LA VALUTAZIONE
La valutazione si svolge online e prevede:
- colloqui clinici strutturati
- l’utilizzo di strumenti psicodiagnostici validati, selezionati in base alla situazione della persona
- stesura di una relazione finale da consegnare alla struttura
I tempi, le modalità e i costi vengono concordati in modo trasparente durante il primo contatto; generalmente vengono effettuati un minimo di tre colloqui. Per i costi indicativi suggerisco di guardare la sezione tariffe.

CHIRURGIA ESTETICA E RICOSTRUTTIVA

La valutazione psicologica in ambito di chirurgia estetica ha finalità diverse rispetto a quella bariatrica e assume un significato particolare soprattutto quando si parla di chirurgia estetica ricostruttiva.
La chirurgia estetica ricostruttiva interviene in presenza di esiti di malattia, traumi, interventi chirurgici o importanti modificazioni corporee (ad esempio dopo percorsi oncologici o dopo chirurgia bariatrica), e si colloca spesso all’interno di un processo di recupero dell’immagine corporea e dell’identità personale.
La chirurgia estetica non ricostruttiva, invece, risponde prevalentemente a una richiesta di modificazione dell’aspetto fisico in assenza di una condizione medica di base.
In entrambi i casi, la valutazione psicologica ha lo scopo di valutare l’equilibrio psicologico della persona, la presenza di eventuali disturbi psicopatologici rilevanti, e il modo in cui la persona vive il proprio corpo; in particolare lo psicologo interviene quando sono presenti aspettative elevate o una sofferenza legata all’immagine corporea.
Il lavoro psicologico consente di:
- esplorare motivazioni ed aspettative
- distinguere un desiderio di cambiamento realistico da aspettative irrealistiche
- valutare il rapporto con l’immagine corporea
- individuare eventuali vissuti di dismorfofobia e fattori di rischio psicologico
- tutelare il paziente da interventi che potrebbero non produrre il beneficio atteso
- favorire decisioni più consapevoli
Un’attenzione specifica è rivolta al dismorfismo corporeo, alle aspettative irrealistiche, al rischio di attribuire all’intervento un valore riparativo sul piano emotivo o relazionale, e alla capacità di integrare il cambiamento corporeo nella propria identità.
Per il chirurgo estetico, avvalersi di una valutazione psicologica costituisce anche una tutela professionale, oltre che un elemento di qualità del lavoro clinico: permette una migliore indicazione all’intervento e riduce il rischio di contenziosi legati a insoddisfazione o esiti emotivamente problematici.
COME FUNZIONA
Come per la valutazione psicologica in ambito bariatrico, la valutazione psicologica in chirurgia estetica prevede la combinazione di colloqui clinici e test specifici; al termine del percorso di valutazione viene rilasciata una relazione finale da consegnare al chirurgo.
