Quando pensiamo che senza emozioni intense stiamo sbagliando qualcosa
Hai la sensazione che, se non provi emozioni forti, allora stai sbagliando qualcosa? Che una vita “a posto” dovrebbe essere intensa, piena, sempre carica, sempre emotivamente alta? Che una relazione che funziona comporti sentire passione costante e farfalle nello stomaco? Controlli il tuo stato emotivo e ti allarmi quando non hai risposte emotive nette ed intense?
Molte persone costruiscono questa convinzione: che la felicità, la soddisfazione, l’adeguatezza di sè e delle proprie scelte abbiano a che fare con sentire tanto, sentire forte, sentire sempre. Come se una vita riuscita fosse una vita senza cali, senza zone neutre, senza momenti opachi.
Ma questa idea, per quanto veicolata culturalmente, è un’illusione.
L’ ideale (che non esiste)
Quando parlo con queste persone di come immaginano una vita soddisfacente, spesso emerge un assetto emotivo molto preciso:
emozioni alte, intense, continue, senza vuoti, senza pause, senza dubbi, senza neutralità.
È interessante notare come questo ideale non tenga conto di un dato molto semplice: le emozioni forti hanno un costo.
Un costo biologico, prima ancora che psicologico.
Il corpo non è progettato per vivere costantemente in uno stato di alta attivazione. Emozioni intense richiedono energia, regolazione, adattamento fisiologico. Pretendere di stare sempre “su” non è solo irrealistico: è insostenibile.
Piacere infantile e piacere adulto
Cosa succede, pertanto, quando le emozioni si normalizzano, quando la quotidianità non è eccitante? Arrivano senso di vuoto, di allarme, di colpa e insoddisfazione. Il giudizio interpreta la mancanza dei picchi come un fallimento, mentre in realtà è un normale andamento della vita adulta.
C’è, infatti, una differenza profonda tra l’esperienza emotiva infantile e quella adulta.
Il bambino più facilmente, in quanto sta ancora costruendo abilità di regolazione emotiva, vive per salti emotivi: picchi, crolli, entusiasmi travolgenti, disperazioni totali. Vive tutto “tanto”.
L’esperienza adulta, invece, è fatta di continuità, di tenuta, di sfumature.
Di intensità che arrivano a tratti, non di stati permanenti.
Di zone intermedie, di neutralità che non sono vuoto, ma spazio.
Il piacere adulto è spesso meno eclatante, meno rumoroso.
Ma è più abitabile. I momenti intensi esistono, certo, e sono preziosi, ma non sono l’unico metro di misura della qualità della vita o di sè o delle relazioni.
Un altro modo di abitare la vita
Esiste un altro modo di abitare la vita, che spesso viene però scambiato per mancanza. Uno spazio diverso e poco raccontato.
Uno spazio fatto di piaceri meno spettacolari, di soddisfazioni meno teatrali, di coerenza interna, di agency, di presenza.
La quotidianità adulta non è fatta di picchi continui, ma di una ricerca più sottile: di pezzi di sè che prendono forma nel tempo, di costruzioni e ricostruzioni, di scelte che tengono insieme.
È uno spazio che richiede un passaggio non semplice: lasciare andare l’illusione che la vita debba sempre “sentirsi tanto” per avere valore. Richiede la capacità e la possibilità di accogliere le sfumature, dare significato anche alle emozioni più lievi e trovare sicurezza nel proprio valore, che non si riduce nelle nostre emozioni.
E allora cosa faccio?
In realtà, ciò che spesso manca non è la felicità, ma può darsi che tu non abbia ancora trovato un modo di abitare te stesso e la tua adultità, con i suoi limiti, ma anche con le sue possibilità.
In terapia spesso si lavora su questo: non per spegnere le emozioni, anzi, per accendere una varietà più ampia di esse, più articolata.
Il lavoro non è ridurre l’intensità, ma imparare a decifrare una gamma maggiore di stati emotivi, a regolare ciò che si prova senza indentificarsi con le proprie emozioni, e costruendo nel tempo un senso di Sè più stabile, che non dipenda da conferme esterne.
È un passaggio delicato, perchè sfida una convinzione radicata, ma apre a un modo più adulto e sostenibile di vivere.
E tu, con cosa resti quando l’intensità se ne va?
Se ti sei riconosciuto e vuoi approfondire questi aspetti di te valuta un percorso.
